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OTELLO – SASSARI, LUGLIO 2024

“E poi c’è lui, il vero elemento scuro: Jago, l’Alfiere, interpretato dal baritono Marco Caria. La bella voce dal timbro brunito è ricca di colori. Insinuante, feroce, viscido e opportunista. In lui c’è tutto quello che fa di Jago il perverso manipolatore che è.Lusinga Otello, lo circuisce, lo induce a dubitare della fedeltà di Desdemona.

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NABUCCO – SASSARI, DICEMBRE 2023

“Il baritono sardo Marco Caria ha debuttato nel ruolo del titolo proponendo un’interpretazione matura e molto sentita del suo personaggio, sia da un punto di vista attoriale che vocale, disegnando un Nabucco estremamente convincente ricco di colori e personalità“. «Il Tamburino Sardo» “Ottimo il Nabucco di Marco Caria (per lui la prima volta in questo

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La traviata – Teatro dell’Opera di Roma / Terme di Caracalla, 2023

“In questo contesto il ruolo del baritono non assume un carattere particolarmente positivo: rappresenta infatti gli interessi della famiglia – istituzione a tratti malata – e, al tempo stesso, quelli dell’orda primigenia, ora incanalata in una società perbenista come quella della metà dell’Ottocento. Tuttavia, interpretato da Marco Caria, il personaggio acquista sicurezza e autorevolezza –

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La traviata – Teatro Comunale di Sassari, dicembre 2022

“Notevole è stata invece la prestazione del sassarese Marco Caria, nella parte di Germont padre, per espressione, bellezza vocale e varietà d’accenti: eccellente nel duetto con Violetta, sbarca bene le insidiose anadiplosi in Di Provenza il mare, il suol… Il registro medio-acuto, brunito e sonoro, è la sua arma migliore…“. Gabriele Verdinelli, GBopera “Fiore all’occhiello

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Simon Boccanegra – Teatro Massimo di Palermo, FEBBRAIO 2022

“Il ruolo psicologicamente più interessante, e meglio interpretato, dal mio punto di vista, nel corso di entrambe le serate, è stato il Paolo Albiani di Marco Caria. Il baritono, godendo di una particolare morbidezza nell’emissione e di una perfetta dizione, ha incarnato il personaggio mefistofelico che sembra un precursore di Iago. Il canto di Caria

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Aida – Macerata Opera Festival, luglio-agosto 2021

“Marco Caria interpreta un ottimo Amonasro, forte di una voce ben timbrata ed estesa e di una linea interpretativa che bandisce qualsiasi eccesso simil verista per ricondurre il personaggio alla necessaria dignità di Re sconfitto e padre desideroso di vendetta”. Domenico Ciccone, OperaClick “Più tecnicamente rifinito è il baritono Marco Caria, che porta nel ruolo

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Aida – Teatro dell’opera di roma / terme di caracalla, luglio 2019

“Un Amonasro garbato quello di Marco Caria, scevro da barbarismi che scostano il personaggio dall’accurata scrittura baritonale veridana“. “Opera”, Vincenzo Grisostami Travaglini “Più che discreto Marco Caria come Amonasro: l’ampiezza vocale era quella giusta per tratteggiare in modo accurato la personalità del padre di Aida, senza dimenticare il fraseggio vigoroso e la parola verdiana che

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Andrea Chénier – Le Grand Théâtre de Tours, maggio 2019

“Marco Caria si mostra in una forma vocale abbagliante. Gérard, al contrario di Chénier, può fare a meno del secondo grado. Con una voce estesa, ben legata e giustamente timbrata, né troppo scura né troppo chiara, il baritono si apre senza difficoltà un passaggio in primo piano“. Christophe Rizoud per ForumOpera Direttore: Benjamin Pionnier /

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La traviata – Teatro dell’Opera di Roma, gennaio 2019

“Marco Caria ha emozionato con il suo Giorgio Germont che si è imposto “in punta di piedi”. Da questo personaggio si attendono sempre sfumature, morbidezze, accenti insinuanti e il baritono sardo li ha sfoggiati tutti. I duetti con Violetta sono filati via lisci come l’olio, senza dimenticare l’interpretazione profonda e accurata di Di Provenza il

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Il corsaro – Modena, Teatro Comunale Luciano Pavarotti, 2018

“Il baritono Marco Caria amava sfoggiare il suo ragguardevole volume e i suoi acuti sicuri e ben timbrati, dando vita ad un pregevole duetto con Gulnara nel terzo atto, in cui sottolineava dapprima l’ironia melliflua delle parole e poi l’esplosione violenta della gelosia.” Ugo Bedeschi, OperaClick La recensione si riferisce alla recita del 26 ottobre

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Simon Boccanegra – CD REVIEW, 27 maggio 2015

“Nel ritratto offerto dal baritono Marco Caria, il malvagio Paolo Albiani è una figura demoniaca, resa ancor più pericolosa dal modo affascinante in cui egli fa risuonare il male. Nel Prologo dell’opera, Caria interpreta l’Allegro moderato “L’atra magion vedete?.. de’ Fieschi è l’empio ostello” con una scaltrezza quasi rettiliana, e porta avanti i suoi intrighi

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