“Il ruolo psicologicamente più interessante, e meglio interpretato, dal mio punto di vista, nel corso di entrambe le serate, è stato il Paolo Albiani di Marco Caria. Il baritono, godendo di una particolare morbidezza nell’emissione e di una perfetta dizione, ha incarnato il personaggio mefistofelico che sembra un precursore di Iago. Il canto di Caria emoziona in apertura del secondo atto (“Me stesso ho maledetto! E l’anatema m’insegue ancor”), ovvero la scena che segna il destino del doge; è incisivo nell’intonare le poche parole che spiegano il suo intervento nello svolgimento della vicenda (“Scordasti che mi devi il soglio”, primo atto); commuove, anche per bellezza di timbro, all’inizio del terzo atto (“All’estremo supplizio”)”.
La recensione si riferisce alle recite del 22 e del 23 febbraio 2022.
Direttore: Jordi Bernàcer / Regia: Sylvano Bussotti ripresa da Paolo Vettori
